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Efficienza energetica, telemisura e gestione dei consumi
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 DIRETTIVA 2012/27/UE 

 sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE



(28) L'uso di contatori o contabilizzatori di calore individuali per misurare il consumo individuale di riscaldamento nei condomini alimentati dal teleriscaldamento o dal riscaldamento comune centralizzato comporta benefici se i clienti finali dispongono di un mezzo per controllare il proprio consumo individuale. Pertanto, il loro uso ha un senso solo negli edifici in cui i radiatori sono attrezzati di valvole termostatiche.

(29) In alcuni condomini alimentati dal teleriscaldamento o dal riscaldamento comune centralizzato l'uso di contatori di calore individuali precisi sarebbe complicato dal punto di vista tecnico e costoso, dato che l'acqua calda usata per il riscaldamento entra negli appartamenti e ne esce in vari punti. È lecito ritenere che la misurazione individuale del consumo di calore nei condomini è, tuttavia, possibile dal punto di vista tecnico qualora l'installazione di misuratori individuali non richieda la sostituzione delle tubature interne dell'edificio per la produzione di acqua calda. In tali edifici la misurazione del consumo individuale di calore può essere effettuata mediante contabilizzatori di calore individuali installati su ciascun radiatore.



   Legge 10/91

     Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia. 

  (Modificato dalla Legge 11 dicembre 2012 n. 220)

    Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici


Art. 26. (Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti)
[....omissis....]

2. Per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento   del   consumo   energetico   ed all'utilizzazione   delle   fonti   di   energia   di   cui   all'articolo 1,  individuati  attraverso  un  attestato  di certificazione  energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se  adottate  con  la  maggioranza degli intervenuti, con un numero di  voti  che  rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio. 
[...omissis....]

 5. Per le innovazioni relative all'adozione di  sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al  consumo  effettivamente  registrato,   l'assemblea   di condominio delibera con le maggioranze previste dal secondo comma dell'articolo 1120 del codice civile. 
[...omissis....]

6. Gli impianti di riscaldamento al servizio di  edifici  di  nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo la  data di entrata in vigore della presente legge, devono essere progettati e realizzati in modo  tale  da  consentire  l'adozione  di  sistemi  di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per  ogni  singola unita' immobiliare.
[...omissis....]
 

   D.P.R. 551/99

    Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia.




Art. 5  Termoregolazione e contabilizzazione
1.  Al  comma  3  dell'articolo  7 del decreto del Presidente della Repubblica  26  agosto 1993, n. 412, e' aggiunto il seguente periodo: "Ai sensi del comma 3 dell'articolo 26 della legge 9 gennaio 1991, n.10, gli impianti termici al servizio di edifici di nuova costruzione, la  cui  concessione  edilizia sia rilasciata dopo il 30 giugno 2000, devono   essere   dotati   di   sistemi   di  termoregolazione  e  di contabilizzazione  del  consumo  energetico  per  ogni singola unità immobiliare.".

Art. 6 Responsabilità inerenti l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici
1.  Il  comma  1  dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e' sostituito dal seguente:
"1.  L'esercizio  e  la  manutenzione  degli  impianti  termici  sono affidati al proprietario, definito come alla lettera j) dell'articolo 1,  comma 1, o per esso ad un terzo, avente i requisiti definiti alla lettera   o)   dell'articolo   1,  comma  1,  che  se  ne  assume  la responsabilità. L'eventuale atto di assunzione di responsabilità da parte  del terzo, che lo espone altresì alle sanzioni amministrative previste  dal comma 5 dell'articolo 34 della legge 9 gennaio 1991, n.10,   deve   essere   redatto   in  forma  scritta  e  consegnato  al proprietario. Il terzo eventualmente incaricato, non può delegare ad altri   le   responsabilità   assunte,   e   può   ricorrere   solo occasionalmente  al  subappalto  delle  attività  di sua competenza, fermo  restando  il  rispetto  della legge 5 marzo 1990 n. 46, per le attività  di manutenzione straordinaria, e ferma restando la propria diretta  responsabilità  ai sensi degli articoli 1667 e seguenti del codice  civile.  Il  ruolo  di  terzo  responsabile di un impianto e' incompatibile  con  il  ruolo di fornitore di energia per il medesimo impianto,  a  meno  che la fornitura sia effettuata nell'ambito di un contratto  servizio  energia,  con modalità definite con decreto del Ministro   dell'industria,   del  commercio  e  dell'artigianato,  di concerto con il Ministro delle finanze.".

Art. 7    Ulteriori requisiti del terzo responsabile
 1.  Il  comma  3  dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e' sostituito dal seguente:
"3.  Nel  caso  di  impianti termici con potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, ferma restando la normativa vigente in materia di appalti  pubblici,  il  possesso  dei  requisiti  richiesti al "terzo responsabile   dell'esercizio   e  della  manutenzione  dell'impianto termico è dimostrato mediante l'iscrizione ad albi nazionali tenuti dalla  pubblica  amministrazione e pertinenti per categoria quali, ad esempio,  l'albo  nazionale  dei  costruttori  - categoria gestione e manutenzione    degli    impianti    termici    di   ventilazione   e condizionamento,  oppure mediante l'iscrizione ad elenchi equivalenti dell'Unione  europea, oppure mediante certificazione del soggetto, ai sensi  delle  norme  UNI EN ISO della serie 9.000, per l'attività di gestione  e  manutenzione  degli  impianti  termici,  da  parte di un organismo accreditato e riconosciuto a livello italiano o europeo. In ogni  caso  il  terzo responsabile o il responsabile tecnico preposto deve   possedere   conoscenze  tecniche  adeguate  alla  complessità' dell'impianto o degli impianti a lui affidati.".



   D.P.R 59/09 

    Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. 




Art. 4. Criteri generali e requisiti delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti

[...omissis....]
6. Per tutte le categorie di edifici, cosi'  come  classificati  in base  alla  destinazione  d'uso  all'articolo  3  del   decreto   del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, nel caso di  mera sostituzione di generatori di calore, prevista all'articolo 3,  comma 2, lettera c), numero  3),  del  decreto  legislativo,  si  intendono rispettate tutte le disposizioni vigenti in  tema  di  uso  razionale dell'energia, incluse quelle di cui al comma 5, qualora coesistano le seguenti condizioni:
[...omissis....]
e) nel caso di installazione di generatori di calore a servizio di più unità immobiliari, sia verificata la corretta equilibratura del sistema di distribuzione, al fine di  consentire  contemporaneamente, in ogni unita' immobiliare, il rispetto dei limiti minimi di  comfort e dei limiti massimi  di  temperatura  interna;  eventuali  squilibri devono  essere  corretti  in   occasione   della   sostituzione   del generatore, eventualmente installando un sistema di contabilizzazione del calore che permetta  la  ripartizione  dei  consumi  per  singola unita' immobiliare;
[...omissis....]
10. In  tutti  gli  edifici  esistenti  con  un  numero  di  unità abitative superiore a 4, appartenenti alle categorie E1 ed E2,  così come classificati in base alla destinazione d'uso all'articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.412, in caso di ristrutturazione dell'impianto  termico  o  di  installazione dell'impianto termico devono essere realizzati gli   interventi necessari   per   permettere,   ove   tecnicamente   possibile, la contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unità abitativa.  Gli  eventuali  impedimenti  di   natura   tecnica   alla realizzazione dei predetti interventi,  ovvero  l'adozione  di  altre soluzioni impiantistiche equivalenti, devono essere evidenziati nella relazione tecnica di cui al comma 25. 
11. Le apparecchiature installate ai  sensi  del  comma  10  devono assicurare  un  errore  di  misura,  nelle  condizioni  di  utilizzo, inferiore a più o meno il 5 per cento, con  riferimento  alle  norme UNI in vigore. Anche per le  modalità  di  contabilizzazione  si  fa riferimento alle vigenti norme e linee guida UNI.
[...omissis....]
21.  Per  tutti  gli  edifici  e  gli  impianti  termici  nuovi   o ristrutturati, e' prescritta l'installazione di  dispositivi  per  la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli  locali o nelle singole zone aventi caratteristiche  di  uso  ed  esposizioni uniformi al fine di non determinare  sovrariscaldamento  per  effetto degli apporti solari e degli apporti   gratuiti    interni.
L'installazione  di  detti  dispositivi  e'  aggiuntiva  rispetto  ai sistemi di regolazione di cui all'articolo 7, commi 2, 4, 5 e 6,  del decreto Presidente  della  Repubblica  26  agosto  1993,  n.  412,  e successive  modificazioni,  e  deve  comunque   essere   tecnicamente compatibile con l'eventuale sistema di contabilizzazione.




   D.P.R 74/13

    Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione     degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed     estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi     igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192. 
 

Art. 4 Limiti di esercizio degli impianti  termici  per  la  climatizzazione invernale
[...omissis....]

2.  L'esercizio  degli  impianti  termici  per  la  climatizzazione invernale e' consentito con i seguenti  limiti  relativi  al  periodo annuale e alla durata giornaliera di attivazione, articolata anche in due o più' sezioni: 
    a) Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo; 
    b) Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo; 
    c) Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo; 
    d) Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile; 
    e) Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile; 
    f)  Zona F: nessuna limitazione. 

3. Al di fuori di tali periodi, gli impianti termici possono essere attivati  solo  in  presenza  di   situazioni   climatiche   che   ne giustifichino l'esercizio e, comunque, con una durata giornaliera non superiore alla meta' di quella consentita in via ordinaria.
[...omissis....]
6. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3  e  4,  limitatamente  alla sola durata giornaliera di attivazione, non si applicano nei seguenti casi:
[...omissis....]
f) impianti  termici  al  servizio  di  più'  unità  immobiliari residenziali e assimilate nei quali sia installato e funzionante,  in ogni singola unita' immobiliare, un sistema di contabilizzazione  del calore e un sistema di termoregolazione  della  temperatura  ambiente dell'unita'  immobiliare  stessa  dotato  di  un  programmatore   che consenta la regolazione almeno su due livelli  di  detta  temperatura nell'arco delle 24 ore; 
g) impianti termici per singole unita' immobiliari residenziali e assimilate dotati di un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente con programmatore giornaliero che consenta la regolazione di detta temperatura almeno  su  due  livelli  nell'arco  delle  24  ore nonché lo spegnimento del generatore  di  calore  sulla  base  delle necessita' dell'utente;
[...omissis....]



UNI 10200:2013

Impianti termici centralizzati di climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria
Criteri di ripartizione delle spese di climatizzazione invernale ed acqua calda sanitaria


La norma tecnica UNI 10200 stabilisce i principi per una corretta ed equa ripartizione delle spese di climatizzazione invernale e acqua calda sanitaria in edifici di tipo condominiale, provvisti o meno di dispositivi per la contabilizzazione dell'energia termica, distinguendo i consumi volontari di energia delle singole unità immobiliari da tutti gli altri consumi al fine di evitare inutili sprechi salvaguardando comunque la qualità della vita. La riduzione dei consumi viene garantita dal sistema di contabilizzazione e termoregolazione che deve essere realizzato secondo determinati principi di progettazione. In tal senso la UNI 10200 fornisce una linea guida per la progettazione e la conduzione dell'impianto, oltre a dare indicazioni su quale sia il sistema di contabilizzazione più indicato per un determinato tipo di impianto di distribuzione (verticale o orizzontale) e per un determinato tipo di terminale di emissione (radiatore, termoconvettore, pannello radiante a pavimento, a parete, a soffitto, bocchette ad aria, ecc.). 
La UNI 10200 fornisce inoltre anche una maggiore trasparenza della gestione della spesa totale in modo tale che i condomini non devono ricevere informazioni solo sul funzionamento dell'impianto di contabilizzazione e sul suo corretto utilizzo ma anche, nel dettaglio, sui consumi e sulle relative voci di spesa, sulle potenze termiche installate, sui millesimi e sulle prestazioni energetiche. La nuova norma offre poi maggiori garanzie e trasparenza per i condomini in quanto prevede il rilascio di documentazione che permette di calcolare meglio la ripartizione della spesa e che dovrà essere fornita e rilasciata a ciascuna unità immobiliare.
Si riportano i prospetti principali della UNI 10200 per la contabilizzazione del calore.












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